Kenzo

KENZO

 

L’incontro tra oriente e occidente,promosso negli anni 70 da un uomo animato da una curiosità insaziabile, ha fatto si che il brand Kenzo diventasse un punto di riferimento per tutti quegli uomini e quelle donne attenti allo stile e alla ricerca, senza rinunciare a un po’ di stravaganza.

 

Il fondatore del brand, Kenzo Takada si traferisce negli anni ’60 dal Giappone a Parigi dove inizia a disegnare capi per altre maison. Nel 1970 Kenzo inaugura la sua primissima boutique, la Jungle Jap, un’incubatrice di tutto il suo mondo e della sua visione, che fonde lo stile, le simbologie orientali e i colori sgargianti, con la cultura street della capitale francese. Kenzo si afferma prepotentemente nel panorama globale del fashion, distinguendosi dagli altri brand per uno stile unico e per un prezzo competitivo.

 

Nel 1999 Kenzo Takada lascia le redini dell’ onima maison cedendo il posto a una serie di direttori creativi che non riescono però a portare avanti la sua visione. Dal 2003 al 2009 il brand viene guidato dall’italiano Antonio Marras che ne abbraccia la filosofia delle stampe e del simbolismo orientale, ma rimane tuttavia riferito ad un pubblico di nicchia. Dopo la sua dipartita, vengono chiamati Humbert Leon e Carol Lim, i due founders di Opening Cerimony, brand che vanta una storia similare al percorso fatto da Takada un paio di decenni prima. I due ripartono proprio dal famoso Jungle Jap per ricostruire l’identità smarrita del suo fondatore, ma potenziandola con una strategia a 360°: dal simbolo della tigre diventato emblematico su felpe e t-shirt, fino a diventare il nuovo logo, alla comunicazione e a collaborazioni concrete con il mondo streetwear, come quella con Vans. Tra le star amanti del brand ci sono Beyonce; Rihanna e Selena Gomez. Nel 2021, ad un anno dalla scomparsa del suo fondatore, la direzione artistica del brand Kenzo è stata affidata a Guru Nigo, che ha dato vita ad una nuova Kenzo Experience.

 

Kenzo voleva disegnare abiti “felici”: con questo termine intendeva dire colorati, pieni di libertà e con un gusto internazionale. C’è riuscito, conquistando con orgoglio il suo spazio nella storia della moda.