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Jil Sander

Linee pulite, colori neutri e tessuti di alta qualità, questi i tre segni distintivi della moda di Jil Sander. Nel 1973 Heidemarie Jiline Sander dopo una laurea in ingegneria tessile e un’esperienza lavorativa nella rivista americana McCalls, rientra in patria e apre ad Amburgo la sua prima boutique. Tra i brand in esposizione, suscitano interesse tailleur rigorosi dalle tonalità basic e dai volumi asciutti, sono quelli che Jil confeziona con le sue mani e a cui dedica tutte le sue energie. Nasce così il mito della stilista tedesca che libera dalla piaga del kitsch lo stile della Germania e che si fa portavoce di una moda, come lei stessa definisce, “fatta col coltello”. Negli anni 90 Jil Sander è ovunque, apre il primo flagship store a Parigi in Avenue Montaigne e successivamente conquista gli Stati Uniti e il Giappone con il primo monomarca a Tokyo. Sono anche gli anni in cui l’azienda mette definitivamente le radici a Milano e decide di affiancare alla prima linea Jil Sander donna, una collezione maschile presentata proprio durante la MFW del 1996. Il brand si consolida anche grazie alle linee di accessori e cosmesi che riscuotono un enorme successo sul mercato internazionale. Dopo l’uscita di scena della fondatrice, a cui succedono altrettanti importanti designer come Raf Simons e Rodolfo Paglialunga, approda alla direzione creativa il duo di designer/coniugi Lucie e Luke Meier. Il loro è un intervento meticoloso, che riporta in auge il DNA della maison fatto perlopiù di tagli netti e cura maniacale dei dettagli. Interessante la rivisitazione dell’accessorio, che vede protagonista la linea di borse Jil Sander ispirate alla Tootie Bag lanciata nella PreFall del 2013. Heritage e futuro si fondono in un nuovo capitolo del minimalismo, sempre alla ricerca di nuove uniformi che rappresentino al meglio l’evoluzione della società contemporanea.